~*{ ci scusiamo per il disturbo }*~
QUICK MENU




































sabato, 09 febbraio 2008
81.
Grazie a Yoshi, per i bacini senza motivo.

Grazie a mio padre, che quando manda le e-mail a più destinatari usa il BCC.

Grazie a mia madre, che è l'unica che asseconda la mia malsana abitudine di parlare con Yoshi il coniglio.

Grazie a mio fratello, che quando fa la lavatrice non mi spaia MAI i calzini.

Grazie a mia zia, perchè è meglio di Babbo Natale, anche se non ha le renne.

Grazie a Serena, perchè è l'unica che quando le dico "partiamo!" risponde "massì, partiamo!".

Grazie a Berenice, perchè mi legge nel pensiero.

Grazie a Gianfranco, perchè siamo spiriti affini anche se non vuole ammetterlo.

Grazie a May e Federico, che mi hanno restituito fiducia nell'idea che il lavoro è anche divertimento.

Grazie a Nicoletta, che non mi fa sentire una disadattata quando compero libri illustrati per bambini.

Grazie a Graziano, per i modi di dire.

Grazie a Daniele, per avermi resa un pò più cinica e molto più onesta.

Grazie a Nicola, perchè ogni volta che passa da casa mi viene a salutare.

Grazie a Cesco, perchè pulisce il bagno meglio di tutti gli altri.

Grazie a Marco, perchè mi fa sentire molto più brava col computer di quanto io sia in realtà.

Grazie a Francesco, perchè non è sparito.

Grazie a Giacomo, per Craig Thompson.

Grazie a Piero, perchè sempre belle scarpe.

Grazie a Fabio, per i miei meravigliosi quindici anni.

Grazie ai miei colleghi, che mi fanno sentire a casa.

Grazie a Mannelli, per i rimproveri e le pippe.

Grazie alla commessa del PIM, che mi ha regalato il mio primo campioncino omaggio.

Grazie a Lucky, perche è più una persona che un cane.

Grazie ai miei due computer, perchè mi stanno a sentire.

Grazie al mio diario, perchè è la mia ancora di salvezza.

Grazie a Neil Gaiman ed Alan Moore, perchè se non era per loro...

Grazie Randall Munroe, per essere il romantico più divertente che conosco. O viceversa.

Grazie alle mie controparti virtuali, Luthien, Luzza, Plainsong, Old_Jangly_Walk, Hiroshima Mon Amour, Stellinacesca, Cesca ed infine Francesca De Vivo, che hanno disseminato pezzetti di me per la rete.

Grazie a Google, che mi ha guidata lungo il cammino.

Grazie a Last.fm, per tutta la buona musica.

Grazie a Wikipedia, che asseconda la mia ipocondria con silenziosa eleganza.

Grazie a uTorrent, per Lost.

Grazie ai miei feed RSS, perchè mi hanno resa più consapevole.

Grazie ad Adobe, perchè ora Illustrator e Flash non fanno più a pugni.

Grazie a Ryanair, per i viaggi.

Grazie ai Lolcats, per non aver mai imparato a parlare l'inglese.

Grazie alla zucca, perchè è buona.

Grazie a Porco Rosso, per i maiali volanti.

Grazie all'inglese, per essere una lingua che so.

Grazie al forno dietro Zunica, che fa la pizza come si deve.

Grazie al 2008, per essere cominciato bene.

Grazie al profumo delle castagne, perchè è il profumo di casa.

Grazie all'inchiostro di china, per i fumetti.

Grazie a me, perchè sono quasi proprio come mi vorrei.

No, il film non è finito e manca ancora parecchio ai titoli di coda. Ma questo è un film originale ed i ringraziamenti li facciamo durante l'intervallo.


Meomi!
quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 16:26 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (2)
etichetta:vecchi merletti
martedì, 29 gennaio 2008
80.
Voglio mangiare i pizzoccheri!

pizzoccheri!
quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 04:33 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (3)
etichetta:vecchi merletti
martedì, 01 gennaio 2008
79.
Qualche giorno fa, alle cinque del mattino, me ne stavo pigramente davanti al computer, come al solito. Non stavo facendo niente d'importante, leggevo un libro (o meglio, rileggevo per l'ennesima volta il mio libro preferito) e saltellavo tra Facebook e Last.fm. Le cose non succedevano piuttosto bene, quando ad un tratto, nel bel mezzo di questa impegnativa nullafacenza, mi sparisce Google.
E quando dico che "mi sparisce Google" non voglio dire che la connessione si è interrotta o che Firefox ha iniziato a fare capricci: intendo proprio dire che per il mio computer ad un certo momento della serata Google ha cessato di esistere. Al suo posto è comparsa una pagina per il whois di quelle che, per farla breve, ti permettono di fare una ricerca su un determinato dominio, in modo da sapere se è già stato registrato o meno.
Non è stato utile refreshare la pagina, svuotare la cache, cancellare i cookie, chiudere e riaprire il browser... Google.com era sparito. Andato. Kaput.
Per un buon minuto della mia vita sono rimasta a bocca aperta, nel cuore della notte, a fare ipotesi affascinanti che coinvolgevano un terremoto nella Silicon Valley, l'instaurazione di una dittatura militare negli States o la fine del mondo (questa era la mia preferita).

Poi mi sono ricomposta.

Ci ho messo un pò a capire quale fosse il problema: virus neanche a parlarne, visto che ho un Mac e non era Firefox a dare i numeri, perchè anche Safari e Shiira mi avevano portato via Google. Fortunatamente non mi ci è voluto molto per realizzare che il problema riguardava Alice ADSL ed il router nuovo, anche se non ho ancora ben chiaro in che misura e per quale ragione. A volte qualche sito sparisce, ricomparendo appena riavvio il computer, e penso che sia una questione di ip che non vengono letti, connessione che si paralizza per qualche secondo o qualcosa di simile. Se ne sapete di più, ogni ipotesi verrà esaminata con attenzione.
Ma il problema non è grave, capita molto raramente (e, mi sembra di capire, solo con il mio Mac), e presto tornerò a Roma dove Fastweb non mi tradisce mai. Devo ammettere però che quando ho visto Google andare via è stato un pò come se mi fosse mancata la terra sotto i piedi. Per quanto possa suonare ridicolo, esagerato o fantasioso, per un momento ho avuto l'inebriante, elettrizzante sensazione di stare assistendo in diretta a qualche evento storico epocale, a qualche tipo di grande cambiamento, ad una rivoluzione digitale che verrà ricordata negli anni e nei secoli a venire.
In realtà ci sono immersa fino ai capelli, nella rivoluzione digitale. E pure voi.
Come per la rivoluzione sessuale, quella politica, o per qualsiasi altra svolta storica, questo genere di cose non ti piombano tra capo e collo nel cuore della notte, ma sono piuttosto cambiamenti estremamente veloci per un'epoca e relativamente lenti nella vita di tutti i giorni. A volte mi domando se le future generazioni daranno un nome suggestivo a questo particolare periodo del secolo ed io, ormai vecchia, mi ritroverò ad affermare con un certo tono di orgoglio "io c'ero, sapete?". Forse sarà così.

All'alba di un nuovo anno, come al solito pieno di promesse/belle speranze/propositi/ambizioni,  auguro a tutti voi di non perdervi niente dell'epoca in cui viviamo, di godervi tutti i piccoli e grandi cambiamenti che giocheranno con le vostre abitudini quotidiane, di stupirvi di voi stessi, di fare almeno una follia e di lasciarvi inebriare dallo zeitgeist (qualunque esso sia).

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 17:20 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (2)
etichetta:vecchi merletti
domenica, 14 ottobre 2007
78.
Otto cose che non sapete di me...

  • Adoro l'accento inglese. Per quanto il popolo anglosassone non attiri granchè le mie simpatie, a differenza della maggior parte delle altre genti di lingua inglese, trovo il loro accento estremamente elegante, ironico e gradevole. E adoro anche il loro tanto disprezzato humor.

  • Sono portata per l'autodiagnosi pessimista. Ogni volta che una qualche forma di malessere, un sintomo curioso o una strana sensazione mi colpiscono, parto alla ricerca delle peggiori malattie rare (e Google non mi delude mai). A differenza però dei veri ipocondriaci, non mi lamento della mia presunta condizione con nessuno, ma passo il tempo nell'ansia finchè i "sintomi" non sono spariti. Questo mi ha portata negli anni ad essere quasi un'esperta di epidemie esotiche, parassiti dell'uomo, improbabili malattie della pelle e fascite necrotizzante. La mia paura più grande è che un giorno una di queste orribili, dolorose e violente malattie improbabili mi possa colpire per davvero: sarebbe in effetti troppo rara perchè i dottori possano individuarla in tempo.

  • Quando ripenso ad un qualche momento imbarazzante, il cui ricordo mi mette ancora in difficoltà, mi ritrovo a parlare o a canticchiare da sola. E questo potrebbe rivelarsi ancora più imbarazzante, un giorno.

  • Credo di essere patologicamente incapace di coltivare una relazione senza stancarmi. Succhio tutto il necessario e passo oltre, perchè ad un certo punto smetto di trovare il mio partner interessante. Quando vedo persone che stanno insieme da molto, moltissimo tempo mi chiedo sempre come abbiano fatto a continuare a trovarsi interessanti dopo anni, cosa sia che li tiene legati... e finisco sempre col credere che siano troppo superficiali per accorgersi che dopo tanto tempo non c'è proprio più niente di interessante nell'altro. So perfettamente che pensare una cosa del genere rende superficiale ME, ma se questo è l'amore allora per quanto mi riguarda è sempre la stessa idiozia, e a lungo andare è noioso. Mi hanno detto che un giorno troverò qualcuno che mi farà cambiare idea. Come se io non ci abbia volto credere, in passato, a questa vaccata. Di solito chi me lo dice non esce dal mio stesso numero di relazioni "presunte importanti" ed ha imparato quanto sa dei rapporti di coppia dai telefilm, gli altri preferiscono tacere. Credo di essere geneticamente refrattaria all'amore e non me ne frega niente.

  • Scrivo messaggi incoraggianti sulle banconote. Cose come "Sorridi!", "Usami per comperare un regalo a tuo figlio", "Andrà tutto bene" o "Non usarmi per comperare delle sigarette". Lo faccio con la speranza che di tutte le banconote di questo tipo che ho messo in giro, almeno una faccia un giorno sentire bene qualcuno o gli sia d'aiuto.

  • Adoro il profumo del mio coniglio. Non lo scorderò da qui a cento anni e resterà per sempre uno degli odori che più mi confortano al mondo, assieme a quello delle castagne arrosto.

  • Vorrei avere un'avventura. Sono cresciuta leggendo libri e guardando film i cui protagonisti erano parte di una storia. Di una storia vera e non della vita come la viviamo di solito. Per quanto improbabile, mi piace pensare che la vita che ho vissuto sino ad ora sia solo un lunghissimo setup, un prologo che si sviluppi poi in una storia d'azione degna del miglior romanzo per ragazzi. Prima di addormentarmi, quando l'insonnia colpisce, passo il tempo ad immaginare come potrebbe svilupparsi la mia "avventura", che parte avrebbe il mio personaggio e dove potrebbe ambientarsi (futuro post-apocalittico, giungla misteriosa, universo parallelo, guerra civile, nave pirata).

  • Quando vedo per strada un ragazzo carino o conosco una persona interessante che potrebbe piacermi gli guardo le scarpe. Se le sue scarpe non mi piacciono anche la persona smette di piacermi. Questo non significa che una persona con delle brutte (secondo i miei canoni) scarpe non possa diventare mia amica... ma non inizierei mai una relazione o una tresca con qualcuno le cui scarpe non mi piacciono. E' come se diventasse automaticamente brutto, come se lo sentissi all'improvviso dire qualcosa di razzista o se scoprissi che ha i peli sulla schiena. Quando conosco una persona che mi piace sono sempre terrorizzata all'idea che un giorno possa presentarsi davanti a me con un paio di scarpe veramente veramente brutte.


Non ho cinque persone che leggono il mio blog. Ne ho due, a cui è stata già passata la palla. Non posso che indirizzare cinque lettori casuali, se ci saranno, a scrivere otto cose che nessuno sa di loro... da qualche parte.

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 19:41 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (8)
etichetta:vecchi merletti
sabato, 15 settembre 2007
77.

Oggi vi propongo due pensierini della sera, uno un pò allegro e l'altro un pò triste.

Di recente ho letto che il metodo più efficace per contare il numero di persone che vi sono davvero vicine si chiama "test della foto nuda". Immaginate che esista una foto estremamente compromettente che vi ritragga mentre commettete, nudi, qualcosa che potrebbe gettare vergogna su di voi e sulla vostra famiglia per generazioni. Non saprei... qualcosa come un orgia con sette gatti, due lama ed un pipistrello, il tutto all'interno di una chiesa. Cose di questo genere.
Chiedetevi a quante persone riuscireste ad affidare la foto.
In quanti tra i vostri amici e familiari riponete una fiducia tale? A quante persone lascereste anche solo guardare quella foto? Alcuni studi hanno dimostrato che il numero di persone di cui ognuno di noi si fida per davvero si sta riducendo notevolmente. Un quarto degli intervistati in un'indagine a riguardo non darebbero la foto a nessuno. Un quarto delle persone che conoscete non hanno nessuno di cui fidarsi.
Ed a pensarci bene anche io quella foto me la terrei per me. O al massimo la darei da mangiare al coniglio. Io sono una di quelle quarte persone. E voi?

Ma passiamo al pensierino allegro: oggi mi è venuto in mente il gesto, o uno dei gesti, di generosità gratuita più bello che mi sia capitato di ricevere. E' una storiella semplice, non vi aspetterete qualcosa di speciale? Che un bel pompiere abbia sacrificato la vita per me, ad esempio. O che un ragazzo innamorato si sia suicidato per donarmi il suo cuore, vista la mia terminale malattia? Ma per piacere.
Questa però è una cosa che ricordo sempre volentieri.
Ero a scuola, e non ho potuto fare a meno di notare la sciarpa di una mia compagna di classe. Era di un azzurro intenso, sembrava molto calda ed in qualche modo "accogliente". Non ho potuto fare a meno di far presente alla mia compagna che aveva una sciarpa davvero bella, e lei mi ha sorriso e mi ha ringraziato.
Pochi giorni dopo è capitato il mio compleanno. Sono nata a Novembre, un pò in quello che noi tutti conoscevamo come "il periodo degli scioperi". Ovviamente speravo ardentemente che uno sciopero deciso e convinto coincidesse con il mio compleanno, così da evitare di sprecare cinque ore di quella preziosa giornata ad ascoltare lezioni scolastiche. E come biasimarmi? Arrivata davanti scuola noto i classici drappelli che valutano la possibilità di entrare o di andare a fare un giretto al parco, ed il mio cuoricino adolescente esulta.
Sapete che a pensarci ora non ricordo neppure se quel giorno a scuola siamo entrati o meno? Già, perchè la storia è un'altra: arrivata al drappello I B (o II B, era il mio sedicesimo o il mio diciassettesimo compleanno?) inizio da subito a sondare il terreno. Mentre discutiamo concitati la mia compagna di classe, quella della sciarpa, esplode all'improvviso in un "Hey! Oggi è il tuo compleanno! Auguri!". Detto questo si toglie la sciarpa dal collo e la mette attorno al mio.A voi sembrerà una storia senza importanza, ma è una storia che ha fatto sentire importante me.
La sciarpa ce l'ho ancora.

The Sad Bear

 

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 04:21 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (3)
etichetta:arsenico, vecchi merletti
mercoledì, 04 luglio 2007
73.

Sto aspettando che esca il caffè.

Sto aspettando che la zampa del mio coniglio guarisca. Ed aspetta anche lui, con molta pazienza, e sopporta le mie amorevoli cure.

Sto aspettando il concerto dei Sonic Youth. Manca poco ed ancora non ci credo.

Sto aspettando Daniele per andare al cinema. Ma mi sa che alla fine dovò andarci da sola a vedermi il film dei Transformers.

Sto aspettando di trovare un libro che mi faccia sognare. Ne ho letti di molto belli in questo periodo, ma è da un pò che  non ne trovo uno su cui fantasticare a metà giornata, quando dovrei lavorare.

Sto aspettando di comperare un computer nuovo. Voglio un MacBook Pro, chi mi alza 3600€?

Sto aspettando di partire. Con Sere per Belfast, con Nico per Toronto, con chiunque per non tornare. Sperando che almeno lì (ovunque sia), smettano di chiamarmi quelli che hanno solo cose da chiedermi o niente da dirmi.

Sto anche aspettando che succeda qualcosa nella mia vita. Io ho fatto il possibile, cazzo.

Intanto il caffè è già uscito da un pezzo. Immagino che sia il turno delle altre cose che aspetto, ora.

Daydream Nation

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 19:16 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (3)
etichetta:vecchi merletti
lunedì, 14 maggio 2007
71.

Sono le quattro, e tutto va bene.

La lingua batte dove il dente duole. Che nel mio caso è proprio vero.
La patch non si scarica.
Oggi è il primo giorno dell'anno che riesco a trascorrere per intero in canottiera.
Avevo proprio bisogno di iniziare un libro di narrativa. Un libro di narrativa in cui succeda VERAMENTE qualcosa.
Imparo.
Mi sa che il mio computer sta proprio per friggere.
Mi disconosco per quella che ero.
Daniele dorme. Yoshi mangia. L'Hidamari No Tami dondola.
Guardo i Pavesini, ma poi decido che non è il caso. E' più semplice del previsto.
Dove il dente duole.
Voglio una Unazukin.
Dimentico.
Aspetto con ansia Coraline.
In realtà se qualcuno mi comperasse metà degli oggetti in vendita sul sito Tomy sarei felice lo stesso.
Adesso leggo un pò.
Mi sciolgo i capelli.
Non riesco a non pensarci.
Ci vorrebbe compagnia. La compagnia giusta.
Ogni tanto passa una zanzara. O sono due?
E' che non sono mai abbastanza confusa da dichiararmi arresa...
Ghiacciolo?
Dove il dente duole.
Che tutte le mie strade finiscano alla fine per convergere? Cazzo. Lo spero.
Faccio ancora odore di puzzocandegina.
Ma come ho fatto a non accorgermene?

Sono le cinque, e tutto va bene.

I pensieri come lanterne di carta...

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 05:04 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (4)
etichetta:vecchi merletti
domenica, 06 maggio 2007
70.

Ho finalmente scoperto, a 23 anni, come si chiama il mio profumo preferito di sempre.

gelsomino

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 04:29 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (2)
etichetta:vecchi merletti
domenica, 15 aprile 2007
68.

E' per combattere questo fastidioso senso di desolazione che torna, torna e continua a tornare, che bevo tanto caffè.
In definitiva sto meglio da sola. Sto meglio quando dormo poco.

Sto meglio quando sto peggio, probabilmente.

a coffee in the afternoon

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 23:48 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (4)
etichetta:vecchi merletti
domenica, 01 aprile 2007
65.

E' colpa tua se non ricordo i nomi. O se non li ho mai domandati, i dannati nomi.
E' colpa tua se mescolo le facce e confondo i colori degli occhi.
E' colpa tua anche se mi sembra che gli altri, quelli che non c'erano, non possano capire.
E' colpa tua, dannata che sei, se anche quando il tempo passa i ricordi continuano a sembrarmi sfocati ed intensi allo stesso tempo. Colpa tua se concentro tanti bei momenti in un unico sapore.
E' colpa tua, e sei crudele, se il mondo ora sembra un pò meno gustoso.
Ma come faccio ad odiarti? Di certo non è colpa tua se mi è mancato il coraggio.

Missing Guinness

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 05:02 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (2)
etichetta:vecchi merletti