Oggi vi propongo due pensierini della sera, uno un pò allegro e l'altro un pò triste.
Di recente ho letto che il metodo più efficace per contare il numero di persone che vi sono davvero vicine si chiama "test della foto nuda". Immaginate che esista una foto estremamente compromettente che vi ritragga mentre commettete, nudi, qualcosa che potrebbe gettare vergogna su di voi e sulla vostra famiglia per generazioni. Non saprei... qualcosa come un orgia con sette gatti, due lama ed un pipistrello, il tutto all'interno di una chiesa. Cose di questo genere.
Chiedetevi a quante persone riuscireste ad affidare la foto.
In quanti tra i vostri amici e familiari riponete una fiducia tale? A quante persone lascereste anche solo guardare quella foto? Alcuni studi hanno dimostrato che il numero di persone di cui ognuno di noi si fida per davvero si sta riducendo notevolmente. Un quarto degli intervistati in un'indagine a riguardo non darebbero la foto a nessuno. Un quarto delle persone che conoscete non hanno nessuno di cui fidarsi.
Ed a pensarci bene anche io quella foto me la terrei per me. O al massimo la darei da mangiare al coniglio. Io sono una di quelle quarte persone. E voi?
Ma passiamo al pensierino allegro: oggi mi è venuto in mente il gesto, o uno dei gesti, di generosità gratuita più bello che mi sia capitato di ricevere. E' una storiella semplice, non vi aspetterete qualcosa di speciale? Che un bel pompiere abbia sacrificato la vita per me, ad esempio. O che un ragazzo innamorato si sia suicidato per donarmi il suo cuore, vista la mia terminale malattia? Ma per piacere.
Questa però è una cosa che ricordo sempre volentieri.
Ero a scuola, e non ho potuto fare a meno di notare la sciarpa di una mia compagna di classe. Era di un azzurro intenso, sembrava molto calda ed in qualche modo "accogliente". Non ho potuto fare a meno di far presente alla mia compagna che aveva una sciarpa davvero bella, e lei mi ha sorriso e mi ha ringraziato.
Pochi giorni dopo è capitato il mio compleanno. Sono nata a Novembre, un pò in quello che noi tutti conoscevamo come "il periodo degli scioperi". Ovviamente speravo ardentemente che uno sciopero deciso e convinto coincidesse con il mio compleanno, così da evitare di sprecare cinque ore di quella preziosa giornata ad ascoltare lezioni scolastiche. E come biasimarmi? Arrivata davanti scuola noto i classici drappelli che valutano la possibilità di entrare o di andare a fare un giretto al parco, ed il mio cuoricino adolescente esulta.
Sapete che a pensarci ora non ricordo neppure se quel giorno a scuola siamo entrati o meno? Già, perchè la storia è un'altra: arrivata al drappello I B (o II B, era il mio sedicesimo o il mio diciassettesimo compleanno?) inizio da subito a sondare il terreno. Mentre discutiamo concitati la mia compagna di classe, quella della sciarpa, esplode all'improvviso in un "Hey! Oggi è il tuo compleanno! Auguri!". Detto questo si toglie la sciarpa dal collo e la mette attorno al mio.A voi sembrerà una storia senza importanza, ma è una storia che ha fatto sentire importante me.
La sciarpa ce l'ho ancora.

etichetta:arsenico, vecchi merletti






























