~*{ ci scusiamo per il disturbo }*~
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sabato, 25 novembre 2006
49.

Ah, già.
Ho scoperto che quando sono imbarazzata sorrido.
E ho scoperto che non sono l'unica.
Che strano.

It's just the way I smile...

 

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 21:52 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (8)
etichetta:vecchi merletti
sabato, 25 novembre 2006
48.

L'umanità mi risulterebbe di certo più simpatica se:

- si lavasse
- smettesse di rivolgermi la parola a sproposito
- migliorasse il suo pessimo senso dell'umorismo
- mi telefonasse quando mi annoio
- non mi telefonasse quando ho da fare o quando mi sto divertendo
- non mi telefonasse mentre sono al cesso
- la smettesse di fare osservazioni fastidiosamente ovvie
- tenesse la musica ad un volume accettabile
- la smettesse di cambiare idea senza apparente motivo sulle cose
- andasse a votare
- la smettesse di infierire su se stessa

Al momento non me la sento proprio di continuare a vederla... il nostro rapporto è oramai incrinato. Sono sicura di soffrirne più io che lei. Se solo l'umanità capisse non avrei bisogno di ricorrere a misure tanto drastiche e potremmo riderci su assieme.
Ma c'è un problema. L'umanità è veramente stupida.

mankind

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 21:45 | isola questo parto della tua mente malata| commenti
etichetta:arsenico
mercoledì, 15 novembre 2006
47.

Siamo circondati dalle cose.
Cose ovunque.
Se mi guardo intorno, sulla mia scrivania ci sono perlomeno un centinaio di oggetti che non hanno nessuna utilità. Sono circondata da gadgets che hanno perso funzioni e significato. Eppure sono così belli.
Sono oggetti di design, gizmos altamente tecnologici, ninnoli e giochini. Ma sono tutte cose che qualcuno è stato pagato (e si suppone profumatamente) per progettare. Sono oggetti che la gente che entra in camera mia spesso mi invidia, e che io amo. Ma sono cose, ed io ne sono circondata.
Il designer del mio peluche Ox della serie Ugly Dolls ha sicuramente fatto fior di quattrini ideandolo. E così è stato profumatamente pagato il character design o il concept artist che ha ideato Stitch, di cui ho una versione hula boinger di fronte a me. Sicuramente sono più ricchi delle persone che hanno costruito la casa dove vivo con calce e mattoni. O del contadino che ha coltivato l'insalata che mangerò stasera. Eppure hanno creato oggetti perfettamente inutili.
Ma non è questo il punto. Non soffermiamoci sull'ingiustizia sociale da cui sono circondata. Soffermiamoci sulle COSE da cui sono circondata.
Un mio amico ha detto che tra dieci o vent'anni il collezionismo non avrà più senso, perchè siamo tutti circondati da oggetti, e non ha più senso rimanerci attaccati. Oggi cambiamo in media un cellulare ogni due o tre anni (chi più spesso, chi meno), in Giappone i cellulari sono molto spesso gadget che trovi in regalo con le riviste. Probabilmente tra dieci anni avremo i cellulari usa e getta. I miei nonni invece chissà quanto hanno riflettuto prima di mettere una linea telefonica in casa, quarant'anni fa.
Verremo sommersi da tutta questa inutile paccottiglia che produciamo, consumiamo e buttiamo via. Saremo circondati e soffocati da questa plastica che tanto amiamo e tanto ci conforta. Se non possediamo stiamo male, se il cibo che comperiamo non è avvolto in almeno tre confezioni ci sembra tutto poco igienico, se non abbiamo anche noi qualcosa che hanno tutti non ci sentiamo normali. E non parlo dell'ultimo paio di scarpe firmate a cui ancora molti, per fortuna, rinunciano. Parlo di un televisore, o di un computer, oppure di un mezzo di locomozione.
Mia madre ha conservato con cura per più di trent'anni i braccialetti che indossava da ragazza, per poi passarli a me. Sono comuni bracciali bagnati nell'argento, nulla di costoso, nè allora nè ora. Ma mia madre va ancora fiera di quanto siano durati e si ricorda di averli avuti. Io non ricordo assolutamente tutti i bracciali che posseggo o che ho posseduto. Anche se quelli di mia madre li  metto sempre. Per ricordarmi.
Io sono piena di cose. Anche se mi levassi i vestiti potrei contarmi addosso almeno quaranta bracciali diversi, e quattordici tra piercing ed orecchini. Sono la regina degli accessori. Come tutti.
Se apro la mia borsa, dentro troverò davvero molte cose... e tutte quante probabilmente hanno una qualche loro utilità. Oggi. Un utilità che in passato non avrebbero avuto. Ci troverò almeno cinque tra penne e pennarelli, un block-notes, un paio di salviette profumate, chiavi, dei dadi da gioco, una matita per gli occhi, un burrocacao, un lucidalabbra, del propoli spray, dei biglietti dell'autobus, degli elastici per capelli, un accendino, un portafogli, un portadocumenti ed un portamonete. A loro volta pieni di altra paccottiglia.
Contenitori su contenitori regolano la mia vita.
Certe volte vorrei semplicemente camminare in giro per la città, nuda. Senza niente addosso e niente con me. Con i capelli sciolti e senza ninnoli. Per giorni.
Stare lontana dalle cose che le sovrastrutture sociali mi dicono che sono utili, stare lontana da tutte le mie cose. Per vedere che effetto fa.
Tutte le cose che non so dove mettere, e che ho così fortemente desiderato per almeno dieci secondi buoni della mia vita, mi dominano.
Sogno una società dove potrò fare a meno di tutto. Dove potrò pensare solo ai miei bisogni primari, senza sentirmi necessariamente un'alienata.
Tornare bestia, lontana da feticci. Smetterla con questo animismo del cazzo in cui nessuno mi ha detto che credevo. Ma in cui credo.
Le sovrastrutture coprono altre sovrastrutture. I sovrabisogni coprono altri sovrabisogni.
Tra dieci anni non saremo nessuno senza aver posseduto una crema solare, la giusta dose di vestiti, di cosmetici, di apparecchiature tecnologiche, di mezzi di comunicazione e di locomozione e di impianti metallici sottopelle. Saremo più che diversi, saremo quasi meno umani.
Finchè non consumeremo anche la terra su cui camminiamo per produtte peluches, cellulari e contenitori tetrapack non ci riterremo soddisfatti della nostra umanità.

Tutta questa plastica mi soffoca.

legos life

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 17:48 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (1)
etichetta:arsenico
martedì, 07 novembre 2006
46.

Avete mai pensato a come non vi piacerebbe morire?
Personalmente la cosa che mi preoccupa di più della morte è l'evitare la possibilità di crepare in determinati modi. E mi preoccupa molto di più che il decesso in sè come concetto assoluto.
A tutti piacerebbe morire in vecchiaia nel proprio letto, oppure di arresto cardiaco mentre si fa l'amore, o ancora come degli eroi, sacrificandosi magari per qualcuno (la classica bambina bionda ed indifesa, o i tipici passeggeri di un aereo dirottato, insomma qualcosa di tradizionale). Ma vi è capitato mai di pensare a come NON vi piacerebbe morire?
E non siamo banali per cortesia... a nessuno piacerebbe morire impalato, torturato, squartato, avvelenato, scuoiato, impiccato, sbudellato, bruciato vivo o brutalizzato in qualche altro ameno modo. Ma esistono anche morti più fastidiose sulla lunga distanza.
La morte per soffocamento, ad esempio. Molta gente sceglie di suicidarsi con una busta sulla testa. Beh ragazzi, è una delle morti peggiori quella. Pessima scelta. Figurarsi poi se incappi in una morte del genere per caso, mentre stavi facendo qualcosa di completamente diverso dal tentare di morire.
Ecco, quello è un esempio di come non mi piacerebbe morire.
Ma ne ho altri.
Se poi prendiamo un attimo le distanze dalla paura di una morte dolorosa, scopriremo che esistono modi di morire anche peggiori della classica 'morte lenta e straziante' (che ha comunque un certo prestigio a livello di immagine, nonchè un notevole spessore narrativo).
Esistono modi di morire per cui vieni ricordato. In male.
Come quel poveraccio di un veterinario texano che è morto perchè ha avuto la malaugurata idea di  avvicinarsi troppo al didietro di una vacca con problemi di gas intestinali mentre aveva una sigaretta accesa. Cazzo, lui può anche essere stato una gran persona nella vita, ma è quello morto per una scorreggia di vacca.
Personalmente ritengo che potremmo fare anche di peggio.
La mia paura più grande correlata all'argomento 'decesso' è la tazza del cesso. Morire sulla tazza del cesso. Sì, ridete pure... ma provate per un momento ad immaginarvi VOI lì sopra, con le braghe calate ed il culo sporco, stecchiti e circondati dalla puzza di merda.
Insomma, non importa cosa tu abbia fatto nella vita, quanto tu sia stato un indefesso lavoratore, una persona corretta, onesta, amorevole ed intelligente: di te si dirà soltanto: "ma lo sai che lo hanno trovato morto sulla tazza del cesso?".
E' fastidioso. E' imbarazzante.
E' vero, sulla tazza del cesso ci è morto anche Elvis (e come lui anche re Giorgio II d'Inghilterra, Caterina la Grande di Russia e diversi altri eccentrici regnanti), ma lui direi che non fa testo. Stiamo parlando del Re (per rimanere curiosamente in tema di sovrani), e la sua morte potrebbe essere semplicemente interpretata come l'ennesima stravaganza tra le stravaganze (abbiamo pur sempre a che fare con un idolo del rock dall'abbigliamento quantomeno singolare, che amava pazzamente i sandwich alla banana fritta). No, di Elvis non si direbbe che è morto in modo 'grottesco'.
Di me sì. Ed anche di te. Si direbbe: "poveraccio, che morte grottesca".
Cazzo, io non mi sento grottesca... ecco perchè non mi va di morire sulla tazza del cesso.
Quando mi chiudo dietro la porta del bagno ci penso una volta su due a come sarebbe triste crepare proprio lì. Dopo aver elaborato per la prima volta questa idea ho per sempre rinunciato all'ipotesi di poter leggere una rivista mentre sono in bagno.
Ognuno ha le sue paranoie... conosco persone che non vorrebbero mai morire struccate. O che non vorrebbero mai rompersi una gamba che non abbia precedentemente subito un'adeguata ceretta.
Io non voglio morire sulla tazza del cesso. In fondo non è chiedere troppo.

the King

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 21:55 | isola questo parto della tua mente malata| commenti (3)
etichetta:vecchi merletti
martedì, 07 novembre 2006
45.

(originariamente partorito il 31 Ottobre 2006 alle ore 13:33)

Certe volte basta pensare intensamente ad una persona. Figurarsi il suo viso, il modo che ha di sorridere, il tono di voce con cui ti chiama...
Certe volte basta questo perchè quella persona, dall'altro lato del muro, risponda. Perchè ti chiami a sua volta.
E mi piace pensare che a sua volta immagini il mio viso, il mio tono di voce, le mie espressioni. E di solito immagino che continueremo a chiamarci per un pò, da un lato e dall'altro del muro.
Amo credere che la nostra giornata trascorra almeno in minima parte sulla scia di questi pensieri, e so che sarò di buon umore e la gente mi guarderà e mi sorriderà per strada.
Probabilmente è solo la mia fantasia. E sono solo coincidenze.
Per oggi però voglio credere che sia vero, mi va di dedicare un pò del mio tempo ed un pò dei miei pensieri a quella persona, anche senza essere contraccambiata.
La sua risata buffa, i gesti, il tono di voce...
Le battute senza molto senso, i silenzi, le gaffe...
Le mani, le espressioni, gli abbracci...
E quando riesco a pensare che nella mia testa non esiste incomunicabilità. Nella mia testa ho capito cosa vuole dirmi.
E quando invece penso tutto il contrario.

vorrei un pesce babele

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 05:06 | isola questo parto della tua mente malata| commenti
etichetta:vecchi merletti
martedì, 07 novembre 2006
44.

(originariamente partorito il 7 Ottobre 2006 alle ore 12:53)

Viviamo di ricordi di tragedie sfiorate.
In un certo senso è crudele, ma i drammi degli altri, le loro morti, ci fanno sempre sentire più vivi.
Oggi vado a cercarmi un lavoro, va.

corriamo troppo

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 05:05 | isola questo parto della tua mente malata| commenti
etichetta:arsenico
martedì, 07 novembre 2006
43.

(originariamente partorito il 27 Settembre 2006 alle ore 20:26)

Finalmente un pò di grasse risate...
Perchè come dice qualcuno che ha ragione: "Ma allora Dio c'è. Ed è anche crudele!"
Grasse risate. Grasse.

certo che come ride lui...

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 05:04 | isola questo parto della tua mente malata| commenti
etichetta:arsenico
martedì, 07 novembre 2006
42.

(originariamente partorito il 27 Settembre 2006 alle ore 00:16)

Scoprirmi a scoprire che non me ne importa nulla.

I love paddington bear

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 05:02 | isola questo parto della tua mente malata| commenti
etichetta:vecchi merletti
martedì, 07 novembre 2006
41.

(originariamente partorito l'11 Settembre 2006 alle ore 13:21)

Grazie a tutti coloro che nella vita mi abbiano mai regalato una matita, una gomma, dei pennelli o dei colori.
Grazie, perchè siete tra i pochi che hanno capito cosa so fare davvero oltre a sentirmi infelice.

i soliti vecchi marosi

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 05:01 | isola questo parto della tua mente malata| commenti
etichetta:vecchi merletti
martedì, 07 novembre 2006
40.

(originariamente partorito l'1 Settembre 2006 alle ore 17:10)

E bomba o non bomba, noi, arriveremo a Roma...
malgrado voi.

perduti

quanto hai letto è stato partorito dalla tua mente malata alle 04:59 | isola questo parto della tua mente malata| commenti
etichetta:vecchi merletti